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Il setter
inglese è senza dubbio un épagneul migliorato che i cinofili inglesi
hanno, con allevamento intelligente e selezione severa, reso di forme più
armoniose, con andatura più vivace e cerca più estesa di quella posseduta
dagli
épagneuls continentali.
Per giungere alle attuali condizioni, sia in conformazione che di attività
venatoria, gli allevatori inglesi hanno applicato una rigorosa selezione
per molte generazioni, sino ad ottenere il tipo desiderato.
Gli inglesi chiamarono questa razza con il nome di Setter, probabilmente
per derivazione dal verbo to set,
che significa sedere, in quanto questo cane prima di rimanere immobile in
ferma si sedeva, o meglio si abbassava, sfiorando il terreno con
inclinazione del posteriore (rampante).
Il setter era impiegato come ausiliario della falconeria per cercare e
fermare "gli uccelli", ed era pure chiamato cane da rete in quanto quando
si arrestava, il cacciatore gli si avvicinava e lanciava su di lui una
rete in cui rimanevano impigliati quaglie, pernici e....cane.
Il primo amatore inglese che adoperò i setters in caccia fu il
Conte de Leicester
vissuto nella metà del secolo XVI.
Il Duca di Northumberland
possedeva nel 1555 degli épagneuls o setter che fermavano accucciati.
Nel 1576 il Dr. Caius
nel trattato English Dogs chiamava il setter inglese; " setter che
rimaneva immobile quando trovava le starne, distendendosi a terra e
strisciando come una serpe".
Il più grande allevatore di setter inglese in ordine di tempo e per i
risultati ottenuti è sicuramente Sir
Edward Laverlack nato il 19 giugno 1798 e morto
il 4 aprile 1877
all'età di 79 anni.
Egli rimasto orfano fu adottato da uno zio industriale di Manchester. Già
all'etá di 14 anni aveva incominciato a dedicarsi alla caccia, consacrando
poi tutta la sua vita allo sport cinofilo ed all'allevamento del setter.
All'età di 18 anni perdette anche lo zio che gli lasciò una enorme fortuna
che gli permise di abbandonare gli affari per i quali aveva scarsa
disposizione, e dedicarsi esclusivamente all'allevamento del cane da ferma
ed al suo sport preferito, la caccia.
Nel 1825 inizia la sua carriera di setterman e acquista dal
Rev. Harrison una
coppia di setters blue belton a nome di
Ponto e Old Moll.
Da questi due riproduttori nacquero tutti i setters allevati da lui, che
vinsero in esposizioni e gare per parecchi anni.
Laverlack commise però l'errore di ricorrere esageratamente alla
consanguineità, e negli ultimi anni molti dei suoi purosangue risultarono
sterili.
Un'altro grande allevatore al quale Laverlack dedicò il trattato sui
Setter fù Mr. Purcell Lievellin
che fu anche suo intimo amico ed ammiratore.
Nel 1874 si costituisce il Kennel Club con il suo Stud Book ed organizza
esposizioni e field trials. Gli amatori del cane da ferma avevano però
organizzato esposizioni già nel 1859 e field trials già nel 1865.
Tra i più noti proprietari di Setters inglesi che parteciparono dal 1865
al 1875 ai field trials, figurano A.F.
Lonsdale e Barclay Field con cani di mezzo
sangue Laverlack, il Rev. Y.C. Macdona
con il famoso Campione di field trials
Ranger, R. Garth e Purcel Llevellin con
numerosi purosangue Laverlack.
Rinomati allevamenti di setter inglesi da lavoro dell'epoca erano: il
Canile Lingfield di Mittechel, Canile
West Down di Blaine, Canile Stylish di Sharpe e il Canile of Bobbings di
Bishops.
Verso la fine dell'800 i setter inglesi apparvero anche in Italia.
Il primo Setter inglese trialer giunto in Italia fu
Lingfield Felix
importato nel 1924 dal Comm. Nasturzio
di Genova, pioniere e mecenate dello sport cinofilo, che importò in
seguito numerosi altri eccellenti setters;
Banchary Gim, Courat Egg, West Down Red Caps,
Lingfield Idriz (figlia di Gambler), solo per
fare alcuni nomi.
Dopo Lingfield Felix arrivarono in Italia numerosi eccellenti setters
trialer acquistati da cinofili italiani. Ricordiamo
Giulio Colombo tra i
grandi padri della cinofilia italiana che acquistò
Lingfield Mystic
vincitore del Derby, Rossi
di Genova che acquistò Verdict of
Bobbing e Stylish Swicher anche lui vincitore
del Derby in Inghilterra, Enrico Oddo
che importò West Down Gnome e Bodril
de la Croix Blanche.
All'epoca succedeva che tutti o quasi tutti i vincitori di gare inglesi
venivano importati in Italia. Da queste intelligenti importazioni e
riusciti accoppiamenti si ebbero magnifici risultati, tanto che
Ciro Matteucci
all'epoca pronosticò l'Italia come futura patria del Setter inglese. Il
suo pronostico si è avverato.
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